Benvenuta, Carolina, di cosa ti occupi?

Buongiorno VPWN, buongiorno a chi legge e grazie per il tempo che mi state dedicando!

Da circa 15 anni mi occupo di comunicazione e marketing: quelle soluzioni che permettono a un’azienda di avere una comunicazione interna efficace e di farsi conoscere sul mercato. Curo anche l’organizzazione degli eventi aziendali e la partecipazione alle fiere di settore.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali?

Il mio obiettivo è migliorare sempre più in quello che faccio, tenendomi al passo con le novità e aggiornata sui metodi attraverso una continua formazione. Nella comunicazione è importante saper gestire i media e i social network, utilizzandoli correttamente. Inoltre, è importante approfondire la psicologia delle persone (dovrei dire clienti? No: Persone!) e conoscere i meccanismi sociali. In questo mi aiutano molto i Massive Open Online Courses (MOOCs), di cui sono una convinta sostenitrice e fruitrice.

Sei stata sempre impiegata o hai lavorato anche come freelancer?

Fino ad ora sono sempre stata impiegata.

Qual è la tua storia a Verona? Come mai ti sei trasferita a Verona?

Non sono veronese di origine, sono nata ad Asola in provincia di Mantova, ma vivo a Verona dal 1980, quando mi iscrissi all’Università e, dopo qualche anno, capii che Verona era la città dove volevo vivere. C’entra una qualcosina anche il fatto che qui conobbi un ragazzo, con il quale condividiamo la vita da 33 anni.

Quali sono gli aspetti di Verona che ti piacciono?

Difficile dire cosa mi piace di più di Verona. Sicuramente, all’inizio, la sua bellezza: certi tramonti autunnali, visti da Ponte Navi, ti incatenano con una forza immane. Poi, pian piano, quando riesci a conoscerle, le persone. Possono sembrare ruvide, quasi indifferenti, ma non è vero. Sono riservate ma, quando ci si conosce, sono empatiche e collaborative.

Ci sono sfide che hai affrontato o affronti ancora nel territorio di Verona?

Le sfide sono quotidiane, sia in ambito personale che professionale. Per me l’importante è migliorare sempre più in quello che intraprendo. Ecco perché continuo a frequentare corsi non solo di aggiornamento professionale ma anche di miglior comprensione della personalità. Per me è molto importante interagire con le persone e trovo necessario, innanzi tutto, conoscere sé stessi (quanto è difficile!) e, naturalmente, gli altri. Mi interessano i meccanismi che aiutano a fare squadra, tutti uniti verso un obiettivo comune. È un sfida costante, perché non si è mai finito di imparare, però dà anche molta soddisfazione ogni volta che si fa un passo avanti. Quest’anno, poi, voglio dedicare un po’ più di tempo a me stessa, dedicarmi a un hobby che mi rilassi e mi appaghi. L’anno prossimo ti dirò se avrò vinto questa sfida!

Secondo te, a Verona ci sono abbastanza opportunità per le donne professioniste? Perché?

Credo che a Verona ci siano buone opportunità per le donne professioniste. Il fatto che ci sia l’Università, con tante facoltà diverse, ritengo aiuti moltissimo la città a diventare inclusiva, curiosa delle novità, attratta dalle differenze. Certo, il periodo non è dei più facili, ma le donne stanno iniziando a capire che, per farsi strada, occorre fare network, creando legami che le rendano più visibili nel mondo dell’occupazione e le aiutino nei momenti di difficoltà.

Parli fluentemente l’inglese. Quanto consideri che sia importante che una donna italiana parli l’inglese almeno a livello medio? Perché?

Mi iscrissi alla Facoltà di Lingue, scegliendo l’inglese come lingua principale, perché intuivo che poteva spalancarmi le porte del mondo. Per me è sempre stato importante che le persone si comprendano fra di loro, mi piace pensare che l’inglese aiuti a costruire ponti fra culture diverse. Nel mio lavoro ho contatti non solo con europei (francesi, inglesi, belgi, olandesi, tedeschi) ma anche con brasiliani, cinesi e indiani. E chi apprende la cultura inglese, che non è solo lingua ma anche modo di pensare, è facilitato a intessere rapporti con tutti, a livello globale.

Hai qualche hobby/interesse particolare?

Oh, sì, certo! Mi piace leggere, studiare, continuare a imparare cose nuove. Sono affascinata dalla tecnologia e, in particolare, da due realtà, il cui sviluppo seguo da quando sono nate: la stampa in 3D (o additiva) e i droni. Secondo me, presto vedremo cose bellissime realizzate con questa tecnica e con questi mezzi!

Poi mi piace viaggiare, alla scoperta dei tesori nascosti sia dell’Italia che dell’Europa, e devo confessare una parzialità per l’Inghilterra, che non finisce mai di incantarmi. E i viaggi mi piace organizzarmeli da sola, devo dire che la preparazione è forse la parte più intrigante. Mi piacciono il buon cibo e il buon vino, andare alla scoperta dei piccoli produttori, quelli che offrono prodotti genuini, della tradizione, ricchi di gusto e di storia. E mi piace conoscere persone e intessere rapporti, che mi permettano di ampliare i miei orizzonti e con cui scambiare esperienze. In sostanza, sono un essere sociale, interessata a tutto ciò che mi circonda.

Come hai scoperto Verona PWN?

Ho scoperto VPWN grazie a LinkedIn. Provenivo da un periodo buio, l’azienda con la quale avevo collaborato per 14 anni era fallita, ero appena entrata in una nuova realtà che facevo fatica a comprendere e avevo bisogno di conoscere e incontrare persone che potessero condividere le mie esperienze e sensazioni. Fui fra le prime a iscrivermi al network, e credo che partecipai già al secondo o terzo evento: una “manna dal cielo”! 😊

Vedi il networking come un fattore importante per lo sviluppo professionale a Verona?

Sicuramente. Grazie al lavoro di Mary e di tutto il Direttivo, Verona sta imparando a conoscerci. Tanti passi in avanti sono stati fatti, e mi auguro che si proceda ulteriormente in questa direzione, avvicinandoci e facendoci conoscere dalle istituzioni cittadine. La reciproca conoscenza può portare effetti molto positivi sia alla città che a noi.

Se dovessi scrivere 5 parole con cui caratterizzare VPWN, cosa scriveresti?

  • Accoglienza
  • Divertimento
  • Complicità
  • Concretezza
  • Apertura

Forse sto usando termini diversi per esprimere lo stesso concetto: quello che voglio dire è che ho trovato un gruppo attivo, aperto alle idee di tutte/i, con persone pronte ad ascoltare e indirizzare verso altre persone/istituzioni che possono essere d’aiuto in determinati frangenti. Il fatto stesso che facciano parte del network persone di ogni età, provenienti da Paesi diversi, ciascuna con le proprie esperienze di vita e di lavoro è sintomo di grande apertura, accoglienza e concretezza.

Qual è stato l’evento PWN che ti è piaciuto di più e perché?

Non riesco a fare una classifica. Alcuni eventi sono stati importanti per gli argomenti trattati, altri per le persone che ho conosciuto. Una cosa la posso affermare con sicurezza: da ogni serata esco arricchita e più carica di energia positiva. Stare insieme fa bene!