Di cosa ti occupi? Qual è la tua area di competenza?

Come impiegata, aiuto le aziende a progettare strategie di marketing, creo content marketing, e sono una scrittrice freelance piena di entusiasmo. Mi piace credere che sono anche una viaggiattrice professionista.

Livello di educazione?

Ho conseguito un Master in Gestione d’Impresa all’Accademia di Studi Economici di Bucarest, dopo di essermi laureata in Finanza, Assicurazioni, Banche e Borse presso la stessa Università.

Perché sei attirata a Verona come città e qual è stato il tuo percorso finora?

Mi sono innamorata della bellezza di Verona come turista ed è stata la prima città all’estero dove mi sono sentita a casa ”qui, sì che mi piacerebbe vivere!”, poi piano, piano ho scoperto a Verona tanta storia, arte, musica, tanta creatività, che ogni volta che tornavo, mi sentivo come a casa.

La passione per Verona mi ha fatto riflettere sull’importanza di dare tutto ciò che posso per vivere qui e dedicare tutto per questo sogno. E quando dedichi i più grandi talenti e la più profonda devozione al tuo sogno (cosa che si applica anche al lavoro), fornirai un’esperienza di vita più ricca.

In dicembre 2016 ho iniziato a cercare posizioni lavorative a Verona che richiedevano l’inglese o francese perché in quel periodo sapevo pronunciare in italiano solo ”sì”, ”buongiorno” e ”ciao bella”. Ho scoperto Verona Professional Women Networking che mi ha accolta a braccia aperte e, attraverso le signore veronese, e non solo veronese, ho capito che a Verona non ci sono ancora tante aziende multinazionale come a Roma o a Milano e che dovevo imparare l’italiano per poter trovare un lavoro. Dopo 5 mesi di studio intensivo della lingua italiana e di ricerche lavorative e colloqui, in maggio 2017 ho iniziato una nuova vita, a Verona, in un`azienda veronese, ad oggi multinazionale, e ho continuato a creare relazioni e coinvolgermi nelle attività della città che è diventata casa mia.

Quali sono gli obiettivi professionali che vorresti raggiungere a Verona?

Mi immagino una top performer in un’organizzazione stabile in Verona creeando che io possa aiutarla ad arrivare ad un alto livello, ho l’intenzione di migliorare le mie capacità, di essere aggiornata sull’innovazione e di continuare ad essere coinvolta in associazioni professionali come Verona Professional Women Networking, Associazione Giochi Antichi e Verona Fab Lab.

Ho tanta motivazione per realizzare questo sogno e per dare il mio contributo alla creazione di un mondo migliore.

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare come straniera a Verona?

Le sfide sono utile perchè ci aiutano a svilupparci. Finora le sfide più notevoli per me a Verona sono state la burocrazia e l’etichetta messa sulla mia nazionalità come rumena. Non è stato e non è facile, ma ho sempre creduto al mio sogno e sono stata coerente con il messaggio che ho trasmesso in merito. Perché credo ancora che il mondo appartenga ai sognatori.

Il networking è stato importante nel tuo percorso professionale e personale? Come?

Per me, poche cose sono più importante che la construzione delle relazioni interumani.

Il networking con le donne di Verona Professional Women Networking mi ha solo dimostrato che anche lontano da casa e nonostante l’etichetta di cui parlavo prima, i veronesi sono amabili e affidabili. Ho creato bellissime relazioni con delle persone meravigliose, con una mentalità aperta, donne appasssionate, curiose, innovative, ambiziose.

Dal punto di vista professionale, scoprire il gruppo di networking è stato per me la scintilla che mi ha illuminato il percorso da Bucarest a Verona, quella che mi ha spinta a studiare una nuova lingua e quella che mi ha permesso di trovare un lavoro a Verona. Perchè, sì, fare networking tramite Verona PWN mi ha aperto la porta del primo colloquio nell’azienda in cui lavoro.

Come vedi il futuro delle donne a Verona e in Italia in generale?

Credo che sono qui da troppo poco tempo per poter avere un’idea chiara. Credo che la potenzialità della donna veronesi è grande e vedo anche la voglia di „fare” perchè sono circondata da tante donne imprenditrici, tante donne aperte all’innovazione e….secondo me, il futuro delle donne di Verona suona bene.

Nello stesso tempo, quando penso alla donna italiana, penso che siano due principali pregiudizi di cui nessuno discute o si cura. Uno è il divario di disoccupazione quando si parla della maternità, e non solo, e l’altro è la discriminazione assoluta dell’età. La nostra società ha bisogno di cambiare. Una pausa nella storia dell’occupazione non dovrebbe scartare l’esperienza o le abilità di qualcuna. Ci sono molte persone in questa situazione, ed è uno spreco di talento.
Siete d’accordo?