Di cosa ti occupi? Qual è la tua area di competenza?

 Mi occupo di controllo industriale e analitico in un’azienda alimentare di Verona. La mia area di competenza è economica. Predispongo, con gli altri organi aziendali, il Budget della società monitorandone il trend e supervisiono al contenimento dei costi fissi e industriali.

Livello di educazione?

Ho una laurea magistrale in Banca e Finanza, conseguita all’Università degli Studi di Verona

Sei d’origine veronese, cosa pensi delle opportunità professionali per le donne?

Penso che Verona offra buone opportunità professionali per le donne. Sono presenti sul territorio molte realtà piccole e medio-grandi. Confrontandomi con le mie conoscenze maschili e femminili, non ho mai riscontrato maggiori difficoltà per le seconde nell’accedere al mercato del lavoro. Per quanto riguarda le donne-mamme invece, non ho esperienza diretta e nessuna vicina testimonianza. In tal senso quindi, non posso esprimere una valida opinione.

Spiegaci anche il tuo lato imprenditoriale.

Se dovessi descriverlo in tre parole sarebbero ”start-upper addicted”. Amo studiare e lanciarmi in nuovi progetti, cercando soluzioni e idee creative da implementare. Il mio progetto più importante è stato ad oggi HIMNI. Un brand di abbigliamento innovativo costituito da capi componibili con dettagli intercambiabili. Gestire un proprio progetto a 360°, è davvero un’esperienza unica e altamente formativa. Ti permette di mettere alla prova ogni lato della tua personalità. La capacità di acquisire le competenze tecniche del settore di riferimento, la capacità di negoziazione e confronto con fornitori e clienti, le capacità commerciali. La capacità di pianificazione e organizzazione. Per una donna giovane inoltre, confrontarsi con un mondo di artigiani, spesso di sesso maschile o comunque con una visione del mondo dove a contrattare e concludere affari è l’uomo, conquistarsi il rispetto e la credibilità, non è stato sempre facile. Potrei definire il mio lato imprenditoriale, come una spinta interiore, che mi porta continuamente a cercare e, per ora, non mi riesce a stancare.

Quale sarebbe il tuo consiglio per le donne che vogliono lanciare un’attività?

Il mio consiglio sarebbe quello di condividere il proprio progetto con un’altra persona o un team, perché è estremante importante. Non solo per la suddivisione delle competenze, ma anche per tener duro nei momenti di difficoltà e confrontarsi. Infondo il detto dice „L’unione fa la forza” ed io ci credo fermamente.

Di partire facendo dei test preliminari e di non sorvolare sui risultati, per paura del loro esito. Essere innamorati della propria idea e avere la passione per portarla avanti è bellissimo, ma è il mercato fuori quello con il quale bisogna confrontarsi.

Sviluppare un’idea iniziale semplice e precisa, per diversi motivi: essere più veloci nella realizzazione (ci sarà tutto il tempo dopo per renderla più sofisticata) e per ridurre al minimo indispensabile l’investimento iniziale.

Ed infine… di non temere di fallire, perché fa parte della scommessa. Nella Silicon Valley un imprenditore fallito è visto come uno che ha fatto esperienza, che ha imparato. Qui, un venture capital, è più tranquillo a dare soldi a un imprenditore che è fallito due volte, che non a uno che sta partendo per la prima volta.

Il networking è stato importante nel tuo percorso professionale e personale? Come?

Una delle mie debolezze è stata l’assenza di un networking. Conoscenze e amicizie certo, ma non un networking vero e proprio. Dopo la mia esperienza ho capito quanto sia importante sia dal punto di vista imprenditoriale/professionale sia personale. Nel primo caso, per farsi conoscere e avere i „giusti” contatti. Nel secondo, perché il networking permette di confrontarsi con esperienze di vita e professionalità estremamente diverse dalla propria realtà, diventando una grande fonte di ispirazione.

Come vedi il futuro delle donne a Verona e in Italia in generale?

Credo che le donne si stiano sempre più ritagliando il proprio spazio anche in ambiti che un tempo le erano preclusi. La strada ancora da fare è moltissima. Gender Pay Gap, tempi lunghissimi per il raggiungimento di posizioni rilevanti e, in alcune regioni, ancora tassi di occupazione molto bassi. Tuttavia finalmente qualcosa sta cambiando e si stanno levando molte voci fuori dal coro.

Credo e spero raggiungeremo quell’equilibrio uomo-donna al quale auspico. Dove entrambi collaborino con le proprie differenti propensioni e caratteristiche, ma uguali diritti, al raggiungimento di grandi traguardi.