Di cosa ti occupi? Come mai hai scelto questo percorso?

Sono una Chiropratica. Tanti in Italia non conoscono questa professione sanitaria, ma all’ estero, sopratutto in Nord America, è una professione sanitaria primaria. La Chiropratica è un approccio terapeutico manuale che si focalizza sull’aggiustamento della colonna vertebrale e di altre articolazioni, in modo da influenzare il sistema nervoso ed immunitario del nostro corpo con l’obiettivo di alleviare dolore e migliorare la salute ed il benessere dei pazienti.
Mi occupo di trattare ed aiutare persone con patologie primariamente muscoloscheletriche come mal di schiena, mal di collo, mal di testa, colpo di frusta, etc. Inoltre, spesso vedo pazienti con problemi di malocclusione e tempo-mandibolari.
Era destino che scegliessi questo percorso; mai dire mai. Mia madre è chiropratica da più di trent’anni e ho sempre detto, “mamma, non farò mai il tuo lavoro”. Infatti, mi sono laureata prima in studi classici e filosofia all’ University of Ottawa, in Canada. A quel punto della mia vita ho cambiato improvvisamente percorso ed ho voluto iniziare ad aiutare ed a lavorare a contatto con il pubblico, quindi la scelta si è diretta inevitabilmente verso la chiropratica, della quale conoscevo già gli ottimi risultati.

Sei inglese/canadese, come mai ti trovi a Verona?
Classica domanda! Per amore! Ironico, ma vero. Ho conosciuto mio marito all’universita e abbiamo deciso/mi ha convito che ci sono molti più giorni di sole in Italia e non va a -30 gradi come in Canada! La scelta è stata anche quella di opportunità, perché in Italia siamo solo 400 professionisti riconosciuti, a confronto di  30,000 in Canada.

Quali sono le sfide che hai affrontato per creare il vostro studio qui a Verona?
Quanto tempo hai a disposizione? Scherzo ma non scherzo… Quando abbiamo deciso di aprire lo studio nel 2014, eravamo solo il terzo studio chiropratico a Verona. Direi che è stata una fortuna perché non avevamo molta competizione, però allo stesso tempo non c’è la conoscenza del pubblico verso la nostra professione. Quella è stata la parte più difficile: aprire uno studio in un settore poco conosciuto. Come straniera è stato un grandissimo ostacolo la lingua. Come ovviamente in qualsiasi professione, ma sopratutto nell’ambito medico, bisogna  avere la capacità non solo di capire chiaramente tutto quello che il paziente ti sta spiegando, ma anche di comunicare in un modo concreto e chiaro.

Quali sfide hai dovuto affrontare come donna in un settore “maschile”?
All’università la nostra classe era formata da quasi il 50 per cento donne. In Italia, quelle statistiche sono cambiate. Siamo una minoranza non solo come professione, ma sopratutto da donna in questa professione. Purtroppo le gente non capisce che è la tecnica e non la forza che fanno un bravo o una brava chiropratica. Direi purtroppo inoltre, che come in molte altre professioni sanitarie manca ancora il completo gender equality nel mio settore. Fortunatamente questo sta lentamente cambiando.

Chiropratica Verona ha deciso di diventare partner di VPWN, quali sono i vantaggi di questo tipo di collaborazione?
Essere parte di questo network è già di per sè un vantaggio. Questa collaborazione permette a piú persone di conoscere i servizi che offriamo, ed aiuta ad educare il pubblico riguardo la medicina alternativa e la nostra stupenda professione.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali e dove sta Verona nel tuo piano di crescita?
Che domande difficili!! Aprire uno studio a Verona e stato emozionante per me già 4 anni fa. Adesso che abbiamo avuto la fortuna di aprire in una sede più grande in centro con anche dei collaboratori, speriamo che negli anni a venire ci siano sempre più soddisfazioni ed opportunità di crescita.