Sophie De Cock 37 anni, belga

 

Ciao Sophie, benvenuta sul nostro blog. Per chi non ti conosce: Di cosa ti occupi?

Dirigo l’azienda fondata da me e il mio partner. Si occupa principalmente della distribuzione di cosmesi avanzata professionale, ma anche di servizi linguistici, organizzazione eventi e consulenza ingegneristica.

È stata l’evoluzione naturale e organica del nostro know-how e delle nostre passioni.

Tutti i manager/CEO devono affrontare compromessi difficili tra la vita lavorativa e la vita privata, ma le donne sono spesso giudicate in base alla priorità della carriera rispetto alla famiglia. Cosa ne pensi?

Concordo pienamente. Come imprenditrice, mamma e moglie, si prova un senso di colpa cronico, quasi convinta di non fare mai abbastanza: una sensazione (colpevole!) alimentata da noi stesse, ma anche dai pregiudizi che ci circondano.

Forse la realtà è che prima di diventare madre, mi impegnavo al 150% e ora “solo” al 110 e si ha la percezione di non fare mai abbastanza. Percepisco anche molto il peso dei luoghi comuni. Per chi intraprende la propria strada i giudizi sono severi. C’è chi come donna ti considera solo mamma e le tue priorità dovrebbero essere di conseguenza e chi ti penalizza come professionista “Nessuno ti ha obbligato a scegliere questa strada, devi fare compromessi”. Trovo inoltre che spesso si ammira eccessivamente chi si trova al top assoluto o si commisera chi si trova in difficoltà, ma chi è a metà strada della montagna non viene necessariamente incoraggiato.

Nel mondo del lavoro, non è sempre visto bene quando ci si deve assentare per malattia del proprio bimbo. I genitori e le madri in particolare, non hanno sempre alternative. Non esistono soluzioni per il doposcuola a sufficienza e alla portata di tutti per potersi permettere un lavoro a tempio pieno o per poter fare dello straordinario e/o trasferte, requisiti must più si sale in alto nella scala di responsabilità nelle aziende.

Dobbiamo stare attente a salvaguardare e difendere certi diritti, come il congedo di maternità e … di paternità, perché vale ad ogni modo anche per gli uomini: il congedo di paternità è ridottissimo per non dire ridicolo e quasi quasi si fa più bella figura a non concederselo affatto. Facevo più che altro riferimento ai contesti aziendali come lavoro subordinato, ma per chi gestisce la proprio azienda, gli aiuti non esistono. Non esistono aiuti né maternità, né malattia, né permessi: l’imprenditrice se li concede senza nulla in cambio: non lavori, non guadagni e nessuno fa il lavoro al posto tuo. Invece in contesti privati, mi sento spesso dire: ora ci sono altre priorità nella tua vita e dovresti fare compromessi.

Mentre mi considero una persona che vuole di tutto nella vita: coltivare famiglia, carriera, amici e interessi. Credo che dobbiamo pretendere il massimo della vita e non viverla a metà, rischiare e non pentirsi di non averci provato.

 Sei nata in Belgio. Come mai ti sei trasferita a Verona?

Sono poco originale…mio marito è italiano. Ci siamo conosciuti quando entrambi lavoravamo all’estero. Dopo varie esperienze lavorative in Belgio, Italia, Grecia, Svizzera e Lussemburgo, ho deciso di compiere io il passo più grande, anche perché si è presentata l’opportunità di prendere in mano la distribuzione italiana di una linea cosmeceutica eccezionale.

Quali sono gli aspetti di Verona che ti piacciono?

La mia prima visita a Verona data dall’epoca “Erasmus” e mi colpì subito.

Nulla da dire: il sole getta un’altra luce sulla vita. La città è capace di sorprenderci ogni volta di nuovo.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali?

Far crescere la mia azienda, offrendo prodotti e servizi con cui riesco a identificarmi personalmente, soddisfacendo gli utenti finali, circondata da sempre più partner e collaboratori.

Ci sono delle sfide che hai affrontato o che affronti ancora nel territorio di Verona?

L’entusiasmo iniziale per le novità non si concretizza necessariamente in affari, lo percepisco come un “diffidare” dello sconosciuto. Si preferisce spesso quel che fa la massa. Un’altra difficoltà sono i tempi lunghi nella burocrazia, ma non è necessariamente legata alla realtà veronese.

Secondo te, a Verona ci sono abbastanza opportunità per le donne professioniste? Perché?

Se faccio il confronto con le altre realtà conosciute, mi sento di dire che non ce ne sono a sufficienza. Per neolaureate e stagiste forse si, per professioniste con esperienza, se non hai già un canale privilegiato nell’azienda, mi dà l’impressione di no. Molto spesso cambiando tipologia di lavoro o settore, bisogna ricominciare da capo – sia di livello che di stipendio -, come se le esperienze maturate o le competenze acquisite in passato non valessero nulla.

Quali consigli daresti a una neolaureata che sta cercando di inserirsi nel mondo di lavoro a Verona?

Tramite le università ci sono spesso canali diretti con le aziende. Sicuramente LinkedIn è validissimo, occorre seguire le aziende, iscriversi e fare delle ricerche mirate. Devo aggiungere che il concetto di “stage” in Italia è molto diverso rispetto a ciò che ho conosciuto all’estero. Lo stage all’estero è considerato parte integrante del tuo percorso academico e si riceve un punteggio. Una volta laureati, si parte, come principiante, ma con un contratto a tutti gli effetti. Infine tengo molto a valori come umiltà, impegno, un comportamento corretto con i colleghi, un atteggiamento aperto al mondo. Assorbite, osservate, siate curiose e severe con voi stesse! Mi piace molto la citazione di Theodore Roosevelt: “Keep you eyes on the stars and your feet on the ground” – ambizione, ma con modestia.

Come sei entrata in contatto con VPWN, ci racconti un po’?

Ho conosciuto l’iniziativa nel 2016 tramite LinkedIn. In quanto straniera e PMI, sentivo il bisogno di confrontarmi con altre persone nel territorio.

Con la tua attività Sophisticlin hai deciso di diventare partner di VPWN, quali sono i vantaggi di questo tipo di collaborazione?

Sono molto affezionata alla mia selezione di prodotti per la cura della pelle. Si tratta di protocolli professionali e programmi domiciliari di altissima qualità per i professionisti dello skincare (cliniche, centri estetici, spa di lusso) con clienti consapevoli e in cerca di risultati concreti. Non occorre essere particolarmente vanitosi per tenere alla propria pelle. Voglio dare alle socie VPWN la possibilità di conoscere i benefici di Sophisticlin, a condizioni agevolate. Ovviamente potranno sempre contare sui nostri consigli personalizzati.

Se dovessi scrivere 5 parole con cui caratterizzare VPWN, cosa scriveresti?

Condivisione

Dinamicità

Empatia

Formazione

Stimoli

Qual è stato l’evento PWN che ti è piaciuto di più e perché?

Domanda difficile perché ogni incontro è stato apprezzato per un motivo o l’altro: perché ho approfondito qualche argomento o perché ho passato una serata o un pomeriggio diverso dal solito o semplicemente perché ho potuto trascorrere del tempo con delle persone meravigliose di grande ispirazione.

Ti sei iscritta nel programma mentoring VPWN? Come ti trovi?

La presidente VPWN ci aveva anticipato che spesso ci sono più candidature come mentee che come mentor. E appunto, mi ero iscritta principalmente come mentee, ma mi sono anche presentata anche come mentor, pensando che qualcosa del mio curriculum potesse essere di aiuto a qualcuno. Alla fine mi sono state assegnate due mentee fantastiche da seguire. Era la mia prima esperienza come mentor e spero di essere stata un po’ di aiuto per loro J. Ho anch’io una coach professionale che contatto ogni tanto per avere un confronto neutro ed esterno. Credo sia essenziale ogni tanto fare un’auto-analisi o essere spinte a rimettersi in discussione. Le nostre vite sono troppo frenetiche e non ci soffermiamo abbastanza per chiederci cosa stiamo facendo, perché e qual è la meta che vogliamo raggiungere. Con quest’idea in testa, ho provato a seguire anche le mie mentee. VPWN ci ha forniti dei mentor-tool e insieme alle mentee, ci siamo soffermate per capire bene e in fondo le loro competenze, come valorizzare il loro potenziale e a come fare per arrivare a degli obiettivi concreti da raggiungere.

Vedi il networking come un fattore importante per lo sviluppo professionale a Verona?

Assolutamente sì! È solo confrontandosi con altre professioniste, che ci si arricchisce a vicenda, che si scoprono novità e opportunità.

Consiglieresti VPWN alle donne professioniste di Verona? Perché?

Senza dubbio. Credo molto nelle sinergie, nell’ascolto e nella condivisione, l’unico modo per tenere aperta la nostra finestra sul mondo! Per dirlo con il motto del mio paese: L’unione fa la forza!