Gen.le direttivo di Verona Professional Women Networking,

mi sono unita al vostro gruppo solo recentemente dopo avervi seguito sui social e, l’ottima impressione avuta sulla vostra organizzazione, è stata confermata con la vostra serata di presentazione.

E’ da qualche giorno che sto pensando di scrivervi perché credo che questa situazione surreale che stiamo vivendo stia toccando un po’ tutte noi.

Io e mio marito lavoriamo nel turismo da anni ed abbiamo affrontato tantissime altre difficoltà, chi è nel turismo come noi sa di cosa parlo….dal’11 Settembre in poi, Tsunami, attentati, terremoti, primavera araba ecc.ecc.ecc.

Tutte le altre volte la nostra categoria ha sempre incassato il colpo rialzandosi da sola come poteva, tutte le altre volte era quasi solo il turismo ad essere toccato e prevalentemente in Outgoing.

Questa volta è qualcosa di diverso, qualcosa che sta accomunando tutti noi. Come sempre, nel turismo, siamo i primi a risentirne gli effetti immediati perché come si dice “ il minimo battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare

un uragano dall’altra parte del mondo” ….é il Butterfly Effect…e questo effetto farfalla ha scelto proprio noi, volenti o no ci sta toccando tutti, nel breve o nel lungo termine.

Ed allora mi trovo a pormi tante domande, a cercare di trovare pensieri positivi ed ispirazioni, a confrontarmi con altre persone che stanno affrontando la situazione.

Nel turismo siamo tante e tanti professionisti che non solo si stanno occupando di assistere i propri clienti tutti i giorni ma siamo anche famiglie, genitori, uomini e donne che si ritrovano a dover pensare cosa fare giorno per giorno.

Il turismo però non è fatto solo di agenzie di viaggio, tour operator o compagnie aeree ma anche di albergatori, guide, NCC, agenzie di autobus, musei, compagnie di navigazione ed ancora tutto ciò che viene coinvolto dalla ristorazione, i negozi, i fornitori dei negozi, piccole e grandi imprese che oggi sono nell’incertezza.

Si perché quello che sta accadendo è incerto, nel giro di poco più di una settimana siamo passati dall’altra parte, i clienti ci chiedevano “Sarà sicuro andare nel paese x o y?”….ora la domanda è “che paese accetterà l’ingresso di noi italiani?”

D’improvviso le frontiere si sono chiuse e la nostra liberà è cambiata completamente, pensavamo di essere noi a poter scegliere dove andare e cosa fare, ora dall’altra parte ci dicono che non siamo i benvenuti, veniamo respinti, ci vengono cancellati i visti….

La situazione è surreale e chi pensa che stia intaccando solo chi viaggia per vacanza non sa che in realtà è tutto collegato ed amplificato.

Abbiamo aziende che hanno sedi all’estero, altre che hanno tecnici che non riescono a spostarsi e sono fermi, c’è chi ha parenti che vivono all’estro, c’è chi importa, c’è chi esporta, ci sono fiere internazionali che vengono cancellate, altre spostate, ci sono eventi, meeting, manifestazioni.

C’è tutto un mondo di persona che era abituato a spostarsi senza problemi o senza chiedersi SE poteva muoversi, c’è un’immagine di un Paese che all’esterno viene dipinto come untore ed appestato grazie anche alla scellerata campagna mediatica fatta.

C’è tutto questo, poi ci siamo Noi, che affrontiamo la situazione, qualsiasi sia la nostra professione, situazione economica o familiare.

Alla fine siamo solo persone che, in questo momento, vorrebbero solo sentire un forte abbraccio di qualcuno che ci dica “andrà tutto bene” magari per poter dire lo stesso a chi vive con noi, lavora noi, chi ci ama.

Ed è per questo che vi scrivo, perché sono sicura che in questo Noi ci siamo tutte, ognuna a suo modo ed ognuna con le sue preoccupazioni.

Leggevo un bellissimo post di un’azienda agricola, scritto a da una donna che è imprenditrice ed anche madre, diceva di essere spaventata come è ovvio che sia ma di credere fortemente nel fare squadra.

Fare SQUADRA con i dipendenti, con i fornitori, con altre aziende, con tutte le persone che ci ruotano intorno e magari, fino ad ieri, non pensavamo potessero essere in squadra con noi.

Ed è dopo aver letto questo che ho deciso di scrivervi, perché sono sicura che in queste situazioni il creare legami, il confronto, anche solo una parola positiva possano essere d’aiuto a tutte.

Credo ed ho sempre creduto che le parole abbiano un forte potere che viene amplificato con l’intenzione di fare del bene.

Che queste parole arrivino a tutte, a chiunque ne abbia bisogno e possano moltiplicarsi per dirci che non siamo sole.

Un abbraccio
Michela Aldegheri